Tour "Sul tetto d'Italia"

Il Passo dello Stelvio

Il viaggio in pillole

Date: Sabato 29 – Domenica 30 Giugno 2019.

Durata: 2 giorni e 1 notte

Distanza totale: 720 chilometri (dal punto di partenza a quello di rientro)

Tipologia di viaggio: stradale.

Tipologia di moto: tutte.

Livello di difficoltà: medio.

Adatto a: tutti, ai viaggiatori singoli ed alle coppie.

Partenza: Padova

Arrivo: Padova

Luoghi d'interesse: Torri di Fraele, Laghi di Cancano, Passo dello Stelvio, Passo Pian delle Fugazze, Monte Pasubio

Ideale: per chi vuole perfezionare la guida nei tornanti

Programma

Partiremo da Padova con ritrovo nelle vicinanze del casello autostradale di Padova Ovest. Da qui ci muoveremo in direzione Brescia, tramite autostrada, fino al casello di Ospitaletto da dove avrà inizio l’ascesa verso Bormio. Costeggeremo il lago D’Iseo procedendo verso nord lungo la SS42 fino a Edolo dove cambieremo direzione puntando verso il Passo dell’Aprica, superato il quale torneremo nuovamente a muoverci in direzione Bormio. Arrivati a Bormio saliremo la tortuosa strada che porta alle Torri di Fraele, per poi proseguire verso i laghi di Cancano dove sosteremo per il pranzo. Nel pomeriggio ripercorreremo la strada in senso inverso tornando a Bormio per puntare poi verso Livigno, dove pernotteremo in uno splendido hotel. L’indomani ritorneremo ancora verso Bormio e da qui inizieremo la scalata al Passo dello Stelvio mantenendo poi la SS38 in direzione di Merano e poi Bolzano. Entreremo nuovamente in autostrada per un breve rapido spostamento verso Rovereto da dove, percorrendo la SS Del Pasubio, saliremo al Passo Pian delle Fugazze. Lungo questo tratto ci fermeremo anche per il pranzo domenicale. Scenderemo quindi verso Recoaro-Schio da dove, tramite la A31, rientreremo a Padova.

TORRI DI FRAELE

Poste a 1930m s.l.m. erano uno dei punti di forza del sistema di fortificazioni che doveva proteggere l’allora Contado dalle frequenti invasioni. Erano a quel tempo il più avanzato avamposto delle difese bormine ed erano costantemente presidiate da guardie che si occupavano anche della sicurezza dei viandanti che attraversavano la Via Imperiale d’Alemagna. Dalla loro vetta venivano infatti lanciati i segnali di fumo nel caso fossero stati avvistati dei possibili pericoli. Vennero costruite nel 1391 anche se è legittimo ritenere che possano essere state ricostruite più volte nel corso dei secoli sovrapponendosi alle opere che già anticamente proteggevano il valico. Nel 1481 vennero fortificate e rinforzate ad opera del Duca di Milano ma vennero successivamente distrutte dai grigioni nel 1513 in occasione della loro invasione di Bormio. Rimangono ora visibili solo i ruderi di quelle Torri che erano le sentinelle a protezione del Passo di Fraele (o Passo delle Scale) anche se una recente ristrutturazione ha permesso di ricostruire parte della torre occidentale alla quale è possibile accedere da un’apertura al piano terra.

LAGHI DI CANCANO

Creati nel secolo scorso per la produzione di energia elettrica, hanno portato alla creazione di un ambiente unico, ideale per passeggiate a piedi, trekking e in mountain bike tra i boschi dell’alta montagna valtellinese. I laghi sono alimentati di acqua  dallo Spòl, dai torrenti Alpe, Gavia, Frodolfo, Zebrù, Braulio, Viola e Forcola e, in anche dal più celebre fiume Adda, che ha poco lontano le sue sorgenti. La portata complessiva dell'invaso Cancano II e di San Giacomo è di 187 milioni di metri cubi di acqua. La diga di Cancano I (o diga di Fraele) venne completata nel 1933 e avrebbe dovuto creare un enorme bacino di oltre 20 milioni di metri cubi d'acqua, che avrebbe dovuto alimentare la piccola centrale elettrica di Fraele. Questo piccolo invaso si rivelò però insufficiente e venne sostituito dalla nuova diga di San Giacomo, costruita più a monte. A seguito della crescente domanda di elettricità l'Azienda Elettrica Municipale di Milano decise di realizzare una nuova diga. I lavori terminarono nel 1956, L'allagamento del bacino comportò la sommersione della vecchia centrale elettrica alimentata dalle acque provenienti dal bacino di San Giacomo e la sommersione della vecchia diga di Cancano I. Queste due opere sono tuttora visibili quando la diga di Cancano II è vuota.

PASSO DELLO STELVIO

È il valico automobilistico più alto d'Italia (2.758 metri s.l.m.) e il secondo più alto d'Europa preceduto soltanto dal colle dell'Iseran. È un valico alpino delle Alpi Retiche, all'interno del gruppo Ortles-Cevedale, situato fra Trentino-Alto Adige e Lombardia, con il tracciato che sconfina in parte anche in Svizzera, interessando il cantone dei Grigioni. Dal punto di vista geomorfologico divide le Alpi Retiche occidentali dalle Alpi Retiche meridionali e ricade all'interno del parco nazionale dello Stelvio vicino a importanti massicci come il monte Livrio, l'Ortles e il monte Scorluzzo. Il primo tracciato risale all'inizio dell'Ottocento quando l'imperatore Francesco II d'Asburgo volle una nuova strada che potesse collegare la Val Venosta direttamente con Milano, allora territorio austriaco, attraverso la Valtellina. Fino al 1915 il valico era percorso tutto l'anno da un servizio di diligenze grazie all'efficiente opera degli spalatori durante l'intero inverno. Durante la Prima guerra mondiale fu teatro di aspri scontri tra la fanteria austriaca e quella italiana, essendo il passo proprio sul confine italo-austriaco. Dopo la vittoria del 4 novembre entrambi i versanti furono italiani, pertanto il passo perse il suo significato strategico per collegare Vienna a Milano e quindi fu decisa la chiusura stagionale. Nel 1928, con la contestuale realizzazione della SS 38 dello Stelvio, l'intero tracciato venne consolidato, ampliato e asfaltato, realizzando una strada carrozzabile a doppio senso di marcia. Al valico è presente un Museo proprio sulla costruzione della strada.

Iscrizioni


Inserire un codice di sicurezza.:
security code
Codice di sicurezza:

Invia

Scegli il tour che preferisci

TOP